Exhibitions

Thursday, 24 September 2015

Come la neve per la lepre bianca (As snow to the white hare)

1 Koffer Kunst looks forward to meet you at The Others Art Fair, Stand C19, second floor.

Dates
5 – 8 November 2015
Address
Ex Carcere Le Nuove – Via Paolo Borsellino, 3 Torino – Italy

Opening Hours
5 November | h. 9.00pm – 1.00am | Opening party
6 – 7 November | h. 5.00pm – 1.00am
8 November | h. 12.00pm – 10.00pm


Harald Hofmann, Besitzverhältnisse, 2015, tempera on paper, 18x25,3 cm
Courtesy the artist

Nele Waldert, three sculptures from the series Atmen, 2014
Courtesy the artist

(per il testo in italiano scorri in basso)

The second show by 1 Koffer Kunst takes place in Turin.

From 5th to 8th November 1 Koffer Kunst will be at The Others Art Fair with the double solo show Come la neve per la lepre bianca (As snow to the white hare) displaying sculptures by Nele Waldert and paintings by Harald Hofmann.

«But once the window was closed again, already feeling the void between his bunched fingers, he turned to the patiently waiting lamp, to the scattered first drafts, to the still-warm pen which now quietly slipped back into his fingers (explaining the void and filling it) and returned at once to that world which was as natural to him as snow to the white hare or water to Ophelia.»
(V. Nabokov "The Gift")

Come la neve per la lepre bianca (As snow to the white hare) is a quote from Nabokov that means to feel totally at ease, without stress or fears, at peace with yourself and with the world, making what you most like and what makes you most happy.

Our white hares are the artists Nele Waldert (1964) and Harald Hofmann (1967), both based in Düsseldorf, who bring very original perspectives to their work. They studied at the famous Düsseldorf Kunstakademie, just like Joseph Beuys and many others celebrated figures of contemporary art.

By means of a clearly figurative style, their works express a need of pureness and essentiality.

Harald Hofmann pursues this need through clean and precise paintings that represent his own atelier and houses (in Düsseldorf and in Berlin). The artist carefully places each and every piece of furniture or object in the room in order to obtain a specific composition and reach a specific condition of light, and then he depicts the scene accurately. His approach can recall the one by Giorgio Morandi with whom he shares the same, almost compulsive, preciseness and honesty.

Similarly, we find that same preciseness and honesty in Nele Waldert's totally white plaster sculptures. With her research she aims to represent the standard man, someone who can be at the same time everyone and no-one. By repeating the same subject over and over she has created a community of impassive, androgynous figures that we all seem to recognize even if we don't know who they are. Just like a white hare in the snow they disguise themselves in everyday life.

• • •

(testo in italiano)

La seconda esposizione di 1 Koffer Kunst avrà luogo a Torino.

Dal 5 all'8 novembre 1 Koffer Kunst sarà presente alla fiera d'arte contemporanea The Others con una doppia personale degli artisti Harald Hofmann e Nele Waldert dal titolo Come la neve per la lepre bianca.

«Ma non appena richiuse la finestra e tornò (avvertendo già il vuoto tra le dita incurvate) alla lampada in paziente attesa, alle minute sparpagliate sul tavolo, alla penna ancora tiepida che gli era impercettibilmente tornata tra le dita (spiegando così quel vuoto e insieme colmandolo), si ritrovò di colpo nel mondo a lui più congeniale – come la neve per la lepre bianca, l’acqua per Ofelia.»
(Vladimir Nabokov)

Come la neve per la lepre bianca significa sentirsi totalmente a proprio agio, nel proprio elemento, senza timori né ansie, in pace con sé stessi e con il mondo facendo ciò che più ci piace e ci soddisfa. 

Le “lepri bianche” in questione sono Nele Waldert (1964) e Harald Hofmann (1967), due artisti tedeschi che portano avanti ricerche molto personali, in controtendenza rispetto alle mode. Entrambi si sono formati alla Kunstakademie di Düsseldorf, la stessa dove hanno studiato artisti come Hilla e Bernd Becher, Joseph Beuys, Tony Cragg, Andreas Gursky, Jannis Kounellis, Thomas Schütte, Candida Höfer, Sigmar Polke solo per citare alcuni tra i più noti. 

Le loro opere esprimono, con uno stile evidentemente figurativo, un profondo bisogno di essenzialità, pulizia e rigore.

Bisogno declinato in pittura da Harald Hofmann, attraverso la rappresentazione quasi ossessiva degli stessi interni, quelli del suo atelier a Düsseldorf e degli alloggi in cui vive a Düsseldorf e a Berlino, di volta in volta modificati nella realtà per poter dipingere dal vero gli arredi e gli oggetti in differenti condizioni di luminosità e prospettiva. L’artista è ritornato alla pittura a tempera dopo un periodo in cui si era dedicato a installazioni e performance, trovando nella raffigurazione del proprio circoscritto ambiente quotidiano «il mondo a lui più congeniale».

Nele Waldert persegue invece tramite la scultura la propria ricerca di purezza visiva e spirituale, dando forma a figure androgine che rappresentano l’essere puro per antonomasia: al di sopra dei giudizi del mondo, inconsapevole e ingenuo, e per questo incolpevole. Con i loro sguardi persi nel vuoto, i loro mezzi sorrisi serafici e i tratti somatici standardizzati e neutri (senza età né etnia), le sue piccole creature riescono a entrare in risonanza con lo spettatore e a conquistarne le simpatie perché i loro volti, al contempo familiari e sconosciuti, buffi e malinconici, funzionano come specchi delle emozioni di chi li osserva. 

No comments:

Post a Comment